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La bellezza che rivive

Far riemergere l’anima di chiese, edifici, dipinti: percorso e traguardi di Leonardo Gatti Restauro

Un’attività intensa e appassionante, quella di Leonardo Gatti Restauro, che si divide tra il restauro in laboratorio e quello in edifici storici e di culto, sia su piccole sia su grandi superfici. Nel corso degli anni, minuzioso è stato il lavoro in chiese e basiliche, con il restauro di affreschi e stucchi, il recupero di intonaci sollevati e la riscoperta della bellezza originaria di altari lignei e in marmo, come pure di statue e dipinti su tela e tavola. A capo di un gruppo di lavoro affiatato e altamente professionale vi è Leonardo Gatti, figura di riferimento e degno erede di una famiglia di artisti. “Sono sempre stato circondato da persone curiose e di cultura: da mio nonno Vittorio, noto editore bresciano, a mio padre Tom che ha pubblicato ’L’Antologia del dialetto bresciano’, sino agli zii pittori e scultori. La mia carriera si è inaugurata nel 1981, con il restauro della ‘Sacra Conversazione’, capolavoro del Cinquecento di Callisto Piazza da Lodi. Da allora ho eseguito centinaia di restauri autorizzati dalla Soprintendenza in provincia e in Lombardia, tra cui il soffitto del Teatro Grande di Brescia nel 1989”, racconta Gatti. Sono altresì numerosi i dipinti restaurati, provenienti dall’estero, come la meravigliosa tela attribuita alla scuola del Caravaggio, un dipinto di Canaletto e opere di Ribera, Correggio, Rubens, Van Dyck e altri ancora, senza dimenticare gli artisti bresciani. Ma quali sono le ultime opere restaurate da questa dinamica impresa? “Tra i grandi cantieri, il cui lavoro si è recentemente concluso, segnalo la Basilica della Visitazione di Bagnolo Mella, per la quale abbiamo effettuato il restauro completo dell’apparato decorativo. Si è trattato di ben 6.000 metri quadri di lavori in blocco unico, ossia quattro anni di intervento continuo senza interruzioni. Sempre in questa Basilica stiamo per restaurare lo splendido altare settecentesco di San Michele, che spicca per l’intaglio dorato in oro zecchino. Stiamo inoltre intervenendo sull’apparato decorativo della chiesa di Castelletto di Leno. Anche per il 2021 abbiamo in programma un paio di importanti cantieri in due chiese della provincia bresciana e un intervento rilevante in un santuario di Bologna”. Per quanto riguarda invece il recupero di dipinti, Leonardo Gatti cita Santa Agnese del Guercino: “Quest’ultimo, dopo Caravaggio, è il miglior pittore del Seicento italiano. Per la qualità del lavoro svolto abbiamo ricevuto i complimenti di Vittorio Sgarbi, che ha anche presentato l’opera a Lugano”. Tutti i materiali utilizzati dal laboratorio rispettano le normative del Ministero per i Beni Culturali e le Soprintendenze del territorio nazionale e sono a bassissimo impatto ambientale. “Diamo la precedenza a prodotti atossici a base di acqua, utilizzando metodologie di lavoro all’avanguardia. Puntiamo a tutelare la salute dei lavoratori” sottolinea Gatti. Che aggiunge: “Accanto a iniziative positive da parte del Governo, come il decreto che agevola il restauro delle facciate inclusi gli edifici di culto, vi è un apparato burocratico che contribuisce pesantemente al rallentamento di ogni cantiere. Occorrerebbe semplificare le procedure autorizzative delle Soprintendenze per dar modo al personale di lavorare, senza una miriade di interruzioni spesso ingiustificate”. Leonardo Gatti per il prossimo futuro desidera che il suo un laboratorio specializzato nella conservazione del patrimonio artistico si trasformi in qualcosa di più. “Mi piacerebbe che la mia azienda divenisse un punto di riferimento cosmopolita per il restauro. Un luogo dove è possibile scambiare dati, foto, immagini, opinioni ed esperienze. Un vero e proprio polo culturale sull’arte del restauro” conclude.

 

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