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Bellezza è luccicanza e atipicità

Diego Dalla Palma conferma l’attualità dell’eleganza, del fascino, della bellezza come anticamere della libertà

Diego Dalla Palma è un’icona inconfondibile del mondo dello stile, della bellezza e dell’immagine made in Italy nel mondo. Personaggio inconsueto e autorevole, unisce professionalità, competenza, carisma e intensità in un mix che l’ha fatto diventare il più stimato look maker italiano e uno degli esperti del settore più prestigiosi a livello internazionale.

Il suo concetto di bellezza è, indirettamente, il migliore atto di rispetto per ogni donna: bellezza, come luccicanza, atipicità.

Perchè le donne dovrebbero essere fiere anche dei loro difetti? “La leziosità è un percorso di bellezza ovvio, banale, scontato e passeggero; l’atipicità è l’anticamera del fascino - risponde - è una specie di strategia che rende unici, originali, lontani dall’omologazione: eterni, a volte. Una bellezza stucchevole è destinata a una scadenza, alla caducità; quella singolare può diventare mistero, significato, arte. La luccicanza, invece, è parente stretta del dolore: quello combattuto, vinto o alleato e serenamente elaborato. Sono le difficoltà risolte che regalano la bellezza, non la vita facile.

Il fascino è quindi la più elevata forma di bellezza? “Sì, lo è - afferma senza esitazione Dalla Palma -E si conquista con il tempo e con l’età, con le battaglie vinte e con le sconfitte della vita. Raramente una persona giovane risulta essere affascinante. In gioventù si hanno spesso certezze labili, convinzioni edulcorate. Con gli anni, invece, subentrano le tempeste esistenziali che, insieme alla consapevolezza, grande regalo che la vita concede alle persone intelligenti, portano sicurezza e analisi sul proprio esistere. Il fascino nasce da percorsi sassosi. Non a caso le grandi icone della storia, sia femminili sia maschili, sono figure che hanno raggiunto stili e significati inimitabili attraverso il ragionamento e quasi sempre costanti e strategiche lotte esistenziali”.

Un simile concetto di bellezza, secondo il look maker, è anche anticamera della libertà, “perchè la bellezza intesa come costrizione è condizionante. È una schiavitù. Si è preoccupati, consapevoli che passerà, che muterà. Vincere e investire sull’atipicità, invece, porta, con il tempo, sicurezza e consapevolezza nuove”.

In un’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono concessi e trovano spazio, il termine “eleganza” “ha più importanza che mai. I nuovi Barbari hanno invaso parte del pianeta e la salvezza, a mio parere, consiste nell’essere eleganti dentro e fuori se stessi, e coltivare la bellezza dentro e fuori se stessi. Per me è elegante chi non ostenta, chi non esibisce la propria identità, chi non inganna, chi non cerca consensi a tutti i costi. È elegante colui che predilige il silenzio al chiasso, l’isolamento all’assembramento”.

Diego Dalla Palma è autore anche di una quindicina di libri, generati anche dalla convinzione che la scrittura ha “un potere terapeutico, vitale, energetico e rigenerante. La scrittura, la lettura, la musica e la geografia: ecco i tre sostegni attuali della mia travagliata esistenza”.

Pandemia, lockdown, seconda ondata epidemica... Perchè bisognerebbe avere ancora voglia di curare il proprio aspetto? E quali colori per questo autunno-inverno così eccezionale? “Perchè la morte peggiore consiste nel vivere di rassegnazione, di ricordi, di rimpianti e di attese alimentate dalle illusioni - considera Dalla Palma - Curare il proprio aspetto significa avere cura della propria persona, soprattutto in periodi caratterizzati dalla tenebra: è un buon sistema per affrontare la vita con serenità d’animo anzichè esserne prigioniero. In questo senso anche i colori, soprattutto quelli vivaci, portano dei benefici terapeutici alla mente. Le tinte da evitare, soprattutto quando si perde ottimismo, sono le gamme del grigio e quelle del marrone. Personalmente, amo molto il rosso”.

- Antonella Lanfrit -

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