A Ferrara si riunisce l’industria del restauro Made in Italy
Assorestauro è partner del Salone Internazionale del Restauro
Oltre ai settori dell’alimentare, dell’automotive, della moda e del design, il Made in Italy può contare su un altro fiore all’occhiello: l’industria del Restauro. Il comparto si inco
ntrerà in questi giorni al Salone Internazionale del Restauro, in programma dal 10 al 12 maggio a Ferrara Expo.
Assorestauro, partner dell’evento, curerà attività di aggiornamento per i professionisti del settore, e organizzerà un incontro sul tema attuale, in Italia e nel mondo, della ricostruzione post sisma dei beni storici. Nell’occasione sarà presentata una monografia edita da rec_magazine sulle migliori esperienze di ricostruzione nell’area del cratere sisma 2012, curata insieme all’Agenzia per la Ricostruzione Sisma 2012 della Regione Emilia-Romagna. L’evento è in programma giovedì 11 maggio dalle ore 10:00.
La delegazione internazionale, invitata da ICE Agenzia nell’ambito della promozione del Made in Italy, sarà presente al Salone e protagonista dell’evento organizzato da Assorestauro giovedì alle 17:00 presso lo stand internazionale, che prevede un racconto dell’evoluzione del settore come driver delle politiche di internazionalizzazione italiane negli ultimi decenni.
Sempre di più infatti, il tema della conservazione del patrimonio culturale è e sarà al centro delle politiche pubbliche di promozione del turismo culturale, in Italia e nel mondo. Quello del restauro è infatti un settore economico che ha un ruolo chiave nel preservare la memoria storica e rendere disponibile il patrimonio artistico a cittadini e visitatori.
Operando “dietro le quinte”, il settore del restauro consente al Paese di tutelare e valorizzare il proprio patrimonio materiale, rendendolo funzionale e attrattivo, nonché una risorsa economica. Il mondo del restauro è dunque da considerarsi come l’impalcatura di un’offerta culturale forte ed efficiente, volta a potenziare l’offerta turistica nazionale. Questo bisogno sta diventando un driver di sviluppo sempre più importante sia per le potenze mondiali, sia per i Paesi in fase di crescita, per unire identità territoriale e sviluppo economico sotto il grande ombrello della cultura.
L’unicità del modello italiano del restauro
In Italia, oltre il 40% del patrimonio costruito può essere ritenuto storico. Ciò significa che migliaia di edifici italiani non necessitano di una semplice ristrutturazione, ma di un attento restauro, ossia di un intervento che coniughi capacità di lettura storico-critica dell’opera con tecniche e materiali innovativi. Solo così è possibile conservare o restituire a nuova vita manufatti risalenti a contesti ed epoche diverse.
Per farlo, l’Italia ha creato un modello unico. Mentre altrove il settore del restauro è rimasto ancora di stampo artigianale, nel nostro Paese si è formata una vera e propria industria. I piccoli e i grandi operatori della filiera sviluppano materiali, tecnologie e competenze specifiche per questo ambito, costituendo un modello economico che non ha ancora paragoni.
“Industrializzazione” del restauro: le tre tappe chiave
L’industrializzazione del restauro italiano è un fenomeno recente e riguarda gli ultimi venticinque anni. Si può sintetizzare il suo sviluppo in tre tappe fondamentali.
La prima fu il Giubileo del 2000, quando in vista dell’evento si moltiplicarono gli interventi di recupero di edifici storici, monumenti e opere d’arte. Ciò spinse diverse grandi realtà del comparto edilizio a creare divisioni dedicate alla conservazione dei beni culturali. La filiera si sviluppò con aziende esperte in diagnostica e rilievi, studi di progettazione specializzati nel restauro e produttori di materiali che offrivano soluzioni specifiche per il settore.
La seconda importante tappa, nel 2005, fu la fondazione di Assorestauro, l’associazione che riunisce le imprese che si occupano di restauro architettonico, artistico e urbano. La forte crescita del settore si strutturò così in una rete di imprese che iniziò a mettere in comunicazione produttori di materiali, di attrezzature e di tecnologie, fornitori di servizi e società specializzate nel restauro e nella conservazione del patrimonio materiale, con una forte vocazione, sin da subito, ai mercati esteri.
Il terzo momento chiave si verificò nel 2019, quando il settore del restauro entrò formalmente a far parte del “Made in Italy”. La rilevanza dei progetti che le imprese italiane stavano portando avanti all’estero, grazie anche ad Assorestauro, convinsero il Ministero per lo Sviluppo Economico a riconoscere il restauro come espressione del Made in Italy di qualità, e dunque come un comparto dalle grandi potenzialità di internazionalizzazione.
Competenze riconosciute nel mondo
Le competenze del restauro italiano sono già state applicate all’estero in esperienze di successo, dal restauro di moschee antichissime che fondano le loro radici nella cultura bizantina, all’opulenza delle architetture russe, passando per siti archeologici in Medio Oriente.
Da decenni Assorestauro realizza insieme a ICE Agenzia dei workshop formativi, come quelli realizzati nei siti Unesco libanesi di Baablek e Tyro, o visite nei cantieri di restauro dedicate a operatori esteri, come nell’annuale incontro della Restoration Week. La formazione e lo scambio di competenze sono parte di quel patrimonio immateriale di cui l’Italia è portavoce nel mondo e che diventa il ponte di collegamento con le competenze di settore italiane e le necessità di tutela e valorizzazione protagoniste delle politiche economiche di tutti i Paesi del mondo.
Il modello del restauro italiano rappresentato da Assorestauro è inoltre in stretto collegamento con i mercati di Stati Uniti, Cina e soprattutto Arabia Saudita, realtà che vedono sempre più nell’offerta culturale uno strumento per rafforzare la propria identità, attirare turisti e in generale per dare impulso all’economia locale.
Guerre, eventi sismici e incuria gravano inoltre sugli edifici storici di molte nazioni. Ricostruirli in modo consapevole è la chiave per conservare pezzi importanti di cultura, storia e identità.
Grazie al supporto dell’Italian Trade Agency (ICE Agenzia), l’ente governativo che supporta lo sviluppo del business delle aziende italiane all’estero, Assorestauro promuove nel mondo le eccellenze delle imprese associate, mettendole al servizio dei Paesi orientati al recupero e alla valorizzazione del proprio patrimonio storico.
L’industria del restauro in Italia: 3.500 aziende certificate
Con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura e di ICE Agenzia, il Salone Internazionale del Restauro di Ferrara sarà il momento per fare il punto sul settore. Un comparto formato da 3.500 imprese certificate dotate di competenze che affondano le radici nel tempo e apprezzate dai committenti internazionali.
Oggi, il restauro Made in Italy è impegnato in un’opera costante di tutela e manutenzione del patrimonio culturale e artistico, sostenuta da ricerche su materiali innovativi e nuove tecnologie. L’approccio industriale che ne ha rinnovato la tradizione centenaria sta contribuendo a diffondere i preziosi saperi del settore in Italia e all’estero.
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