Spazi in evoluzione con Progetto Cmr
Dare forma alle trasformazioni della contemporaneità sui luoghi di lavoro e in svariati altri settori: a tu per tu con l’architetto Massimo Roj di Progetto Cmr
“Già alla fine degli anni Novanta, con l’avvento della formula ‘open space’ mutuata dagli Usa, avevamo intuito l’esigenza di spazi lavorativi da organizzare diversamente nel vecchio continente, puntando su flessibilità, dinamicità, gestione dello spazio in base al tipo di attività e a una visione orizzontale e non gerarchica dell’ufficio. Avevamo pioneristicamente percepito le potenzialità del lavoro agile. Negli anni, per fornire risposte sempre coerenti rispetto alla complessità crescente del mercato di riferimento, ci siamo contraddistinti per l’approccio integrato di architettura, ingegneria e design, un modus operandi essenziale per affrontare i progetti più disparati che, successivamente, sono maturati in svariati settori, oltre l’ufficio”.
Oggi Progetto Cmr è composto da diverse business unit - Healthcare Design, Product Design, Retail Design, Workspace Design, Urban Planning, Hotel Design, Educational - che lavorano in sinergia con i team specializzati in Building Design, Engineering & Construction, Interior Design e Healthy & Safety per seguire lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi: dallo studio di fattibilità fino alla realizzazione. Con un portfolio di oltre 4.000 progetti nazionali e internazionali con 40 milioni di metri quadri costruiti, la società ha dimostrato la capacità di spaziare nella scala progettuale: dall’urban masterplanning al workspace planning, dall’edilizia ospedaliera a quella sportiva fino al design industriale. Ritornando ai workspace, l’architetto puntualizza: “L’ufficio - come indica il termine latino originario ‘opus facere’ - non è solo un luogo fisico, ma un’azione, un servizio. Pare che negli ultimi tempi, dopo tanto inneggiare allo smart working scambiato erroneamente per ‘remote working’, vi sia una rivalutazione della sua funzionalità aggregativa. L’uomo è un animale sociale e ha bisogno di luoghi autentici per confrontarsi e alimentare la sua creatività. Le aziende, d’altro canto, necessitano di luoghi identificativi. Prevedo dunque un nuovo equilibrio tra home office e presenza reale sul luogo di lavoro e modalità operative in ulteriore forte evoluzione, oltre a uffici aperti sul territorio”. Non è un caso che l’approccio progettuale, proposto da Massimo Roj e dal suo team, denominato InsideOut, metta al primo posto la persona e le sue necessità ed è applicabile dalla piccola fino alla grande scala. Una filosofia ben presente anche negli ultimi progetti della società: dal business district The Sign sviluppato a Milano da Covivio al nuovo dipartimento di medicina dell’università di Udine, dall’Harmonic Innovation Hub di Entopan in Calabria al RI.MED Centro di Ricerca per le Biotecnologie e la Biomedica di Palermo, sino al Villaggio Olimpico in Porta Romana per i giochi invernali Milano-Cortina 2026 di cui Progetto Cmr cura la direzione lavori.
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