“È passato circa mezzo secolo da quando ho usato per la prima volta le parole ‘Imparare dalla Natura’. Tutti i principi del design si nascondono nel mondo naturale. Soprattutto nel campo metafisico del lighting design, possiamo solo che imparare dalla luce naturale per creare scenari e atmosfere belle e confortevoli”.
A parlare è Kaoru Mende, lighting designer e direttore della Lighting Planners Associates, organizzazione di professionisti dell’illuminazione fondata nel 1990 e guidata da Mende stesso.
“Quando si pensa alla luce naturale - spiega Mende - la maggior parte delle persone immagina la luce del sole e gli effetti del fuoco. Tuttavia, anche il tenue bagliore della luna o le lucciole tremolanti possono indicarci i giusti approcci e le tecniche di lighting design. Dobbiamo aver accumulato molte esperienze in cui la luce naturale ci ha confortati e guariti. Il lavoro di lighting design dipendente dall'elettricità è iniziato solo circa 100 anni fa. Prima di allora, l'architettura lottava contro la luce del giorno e gli ambienti urbani accoglievano la notte con poca luce. In un mondo basato sull'elettricità, le persone hanno sognato città che non dormono mai. Stiamo consumando elettricità, imponendo un pesante fardello all'ambiente a livello globale, senza ritegno. Siamo in grado di apprezzare la bella oscurità che porta con sé la notte? Il buio di notte è una cosa negativa? Imparare dalla luce naturale significa anche recuperare la bellezza del buio”.
Circa 15 anni fa Kaoru Mende ha pubblicato un libro intitolato “Designing with Shadow” (“Progettare con l’ombra”). “In questo libro - dice - ho illustrato le tecniche di lighting design attraverso 13 parole chiave legate alla luce e all'ombra. Anche se il lighting design riguarda la manipolazione della luce, non si tratta solamente di rendere le cose luminose. Si tratta piuttosto di utilizzare con amore e attenzione una piccola quantità di luce per creare splendide ombre. Tutto ciò che vediamo davanti a noi non è solo una somma di luci, ma viene creato da vari livelli d'ombra. Credo che il lighting design debba basarsi sul principio corretto secondo cui luce significa ombra. Pertanto, l’idea di ‘progettare le ombre’ e ‘imparare dalla luce naturale’ condividono un principio comune”.
Ma c’è anche un altro libro che presenta sempre quando spiega i suoi principi di progettazione, “A Manner in Architectural Lighting Design” (“Una modalità nel lighting design architettonico”), pubblicato circa 25 anni fa. “Fino a quel momento - spiega - quando organizzavo il mio lavoro, trovavo molte parole che avevo pronunciato e scritto spesso. Ho sistemato con cura queste parole sulla mia scrivania e, grazie a questo processo, i valori importanti per il lighting design architettonico sono confluiti in 10 pensieri. La luce è un materiale. Gli apparecchi di illuminazione sono strumenti. Ciò che dovrebbe brillare sono l'architettura e le persone. Impara dalle regole del mondo naturale. La luce visualizza il tempo. La funzione dello spazio seleziona la luce. La luce crea presenza al di là della funzionalità. Il dramma nasce dalla continuità dello spazio. La luce è sempre ecologica. Luce significa progettare l'ombra”.
“Partendo da questi pensieri - considera Mende - ho organizzato vari concetti, metodi, tecniche e politiche sparsi in 27 modalità. Li ho spiegati in tre categorie: pratiche del cuore, pratiche della mente e pratiche delle mani. Sono orgoglioso del fatto che questi 27 elementi forniscano dei contenuti accessibili e significativi per coloro che aspirano al lighting design. Purtroppo questo libro è stato pubblicato solo in giapponese, vorrei che qualcuno lo traducesse e lo pubblicasse in inglese”.
Per Kaoru Mende il lavoro di lighting design architettonico e di lighting design dell’ambiente urbano si svolge attraverso una stretta collaborazione con i clienti, gli architetti e gli appaltatori in loco. “Pertanto, per quante idee o filosofie vengano presentate, ci possono essere casi in cui queste non vengono comprese o condivise. Io gestisco queste situazioni con flessibilità. Tuttavia, dopo aver lavorato a lungo nel campo del design, sempre più persone hanno iniziato a rispettare la mia individualità e i miei principi. Si tratta di un caso fortunato: incontrare team in cui vige il rispetto reciproco - conclude - è la situazione in cui trovo gioia e soddisfazione per il design”.