Una vita intensissima tra lavoro e passioni

Apr 23 • in evidenza • 772 Views • Nessun commento su Una vita intensissima tra lavoro e passioni

Che sia giornalista di lunga e prestigiosa carriera è noto ai più, che sia da pari tempo un grande esperto di vino, di cui si è occupato e ha scritto sin dagli anni Settanta, forse un po’ meno. Che riesca poi a occuparsi personalmente con pari avvedutezza e cura dei temidi cronaca che lo impegnano quotidianamente e della masseria nel Salento che gli appartiene è appannaggio forse solo di pochi. Bruno Vespa, in questi ultimi anni per il grande pubblico un tutt’uno con la trasmissione “Porta a Porta” di Rai 1, sorprende per la varietà di interessi e la capacità di impegno e lavoro costante su più versanti, affrontati con una lena non frettolosa e caotica, ma acuta e lesta. Come il suo modo di scrivere sulla tastiera del computer, così veloce che mandò in tilt i primi esemplari di portatile, incapaci di reggere a quel ritmo. Ne sa qualcosa l’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi, che “dovette ripetere un’intervista perché il computer non resse la mia velocità, andò in tilt e persi la conversazione che avevo avuto con lui”. Prodi, ammirato, ripeté. Sarà il carattere abruzzese, costante e perseverante, sarà stata la felice contaminazione delle tante persone che ha incontrato e frequentato seguendo lo sprone della nonna – “frequenta sempre persone migliori di te e non essere invidioso” -, fatto sta che Vespa è riuscito a praticare sino ai massimi livelli le sue due passioni di sempre: la politica e il vino. La prima l’ha sempre frequentata da giornalista, “sebbene in qualche momento avessi avuto la possibilità di entrare direttamente nell’agone politico”, raccontandola e intrepretandola con uno stile e autorevolezza tale che “Porta a Porta” è stata ribattezzatala “terza Camera del Parlamento”. Un mondo che ha raccontato in una serie di 25 libri, per ognuno dei quali “ricerco, intervisto, controllo le fonti da solo, ricominciando ogni volta da capo”, senza cioè utilizzare materiale che già a disposizione per la sua abituale attività professionale. L’altra passione si è materializzata nella Masseria Li Reni, nel Salento. “Non pensavo di diventare produttore, ma è capitato e sono molto contento. È impegnativo e anche costoso, poiché sono necessari investimenti importanti, ma è un impegno molto bello e spero così di lasciare questa proprietà ai miei figli”. Ha scelto Manduria, in provincia di Taranto, vicinissima al mare Jonio, perché l’amico Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, “ha deciso di condividere la scommessa di fare un grande Primitivo”, un vino adatto a un pranzo importante e a una serata spensierata con gli amici. Una vita intensissima, quella del giornalista, scrittore, vignaiolo, accompagnata da un vocabolario che non contempla un vocabolo: pensione. “Non lo conosco – sorride Vespa -. Finirà quando il buon Dio lo vorrà”, aggiunge, già proiettato verso un appuntamento straordinario che lo attende di lì a poco: “Il primo incontro con la rete degli agenti del vino della masseria che arriveranno da tutta Italia”. Di sé marito di Augusta Iannini e padre di Federico e Alessandro si racconta come “molto affettuoso” e “abbastanza prescrittivo”, anche se a uno dei suoi figli, Federico, non gli è riuscito da farlo desistere dal giornalismo, professione che oggi “sconsiglio ai giovani, perché l’editoria si è molto ridotta. Certo, sono esplosi i social, ma non danno la possibilità di una retribuzione remunerativa”, chiarisce. Condivide che, insieme alle capacità, la fortuna oggi gioca un ruolo rilevante. In casa Vespa, comunque, l’armonia è conclamata nonostante la scelta filiale. Anzi, “da oltre dieci anni conduciamo insieme una trasmissione ogni venerdì mattina su Rtl, ci dicono anche piuttosto seguita”. Per Alessandro, invece, pochi giorni fa è arrivata un’importante promozione nello studio legale in cui lavora. Augusta, la moglie, dice del marito che “è anche un po’ noioso in casa, anche se alla fine riusciamo a tirare qualche risata” e lui, quasi di passaggio tra un’osservazione e l’altra, ammette: “Sì, forse sul riso ha ragione”.

di Antonella Lanfrit