TONI SERVILLO: Un talento camaleontico

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Solo la grandissima passione e la totale fusione tra l’uomo e l’attore

possono spiegare il vorticoso giro di impegni professionali a cui Toni

Servillo riesce a far fronte. Non si tratta solo di vivere con la valigia

in mano, calcando oggi un palcoscenico teatrale e domani un set

cinematografico, ma proprio della capacità di entrare e uscire da01

personaggi carismatici, spesso difficili da interpretare, che Servillo

alterna a ritmi incalzanti.

Il suo talento glielo consente. Il pubblico lo applaude e lo premia.

Numerosissimi i riconoscimenti: Servillo è vincitore di due European Film

Award, quattro David di Donatello, quattro Nastri d’argento, due Globi

d’oro, tre Ciak d’Oro e del Marc’Aurelio d’Argento per il miglior attore al

Festival internazionale del film di Roma.

I Festival di Locarno gli ha attribuito l’Excellence Award come premio

alla carriera. Ha inoltre vinto due volte il premio come Best European

Actor, nel 2008 per “Gomorra” e “Il divo”, entrambi premiati al festival di

Cannes, e nel 2013 per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, (Oscar

2014 come film straniero). Nel frattempo non trascura il teatro.

I suoi personaggi sono vivi, riconoscibili e intensi: ha interpretato Giulio

Andreotti, ne “Il Divo”, Silvio Berlusconi in “Loro 1” e “Loro 2”, Jep

Gambardella, il profeta della mondanità romana, della vacuità, ne “La

Grande bellezza”.

“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto

sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che

non mi va di fare”, dice Jep/Servillo. Una filosofia che si traduce sempre

in nuovi progetti, nuove opere prime. L’ultima? “5 é il numero perfetto”,

trasposizione cinematografica di una graphic novel italiana firmata da

Igort, al cinema nel 2019. Una sfida che Servillo vincerà di sicuro.