Non so dove, quando e come ma sono pronto alla felicità

Lug 6 • in evidenza • 1040 Views • Nessun commento su Non so dove, quando e come ma sono pronto alla felicità

STUDIO FUKSAS, DA ROMA ALLA CINA UNO STAFF DI 170 PROFESSIONISTI

 

Lo studio Fuksas, guidato da Massimiliano e Doriana Fuksas, con sede a Roma, Parigi e Shenzhen e uno staff di 170 professionisti, ha all’attivo oltre 600 progetti e ha realizzato opere in Europa, Africa, America, Asia e Australia, ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali. Una matrice italiana, dunque, con uno sguardo e una prospettiva decisamente internazionali, come del resto la formazione e l’esperienza di vita dell’architetto.
Tra gli ultimi concorsi vinti, quello per l’Australia Forum, a Canberra, quello per il Moscow Polytechnic Museum and Educational Centre di Mosca, oltre a quello per il Centro Culturale situato nel cuore della città di Pechino, nel distretto amministrativo di Chaoyang. Di recente realizzazione, poi, il Terminal 3 dell’aeroporto internazionale di Shenzhen Bao’an e, spostandosi in Georgia, il Tbilisi Public Service Hall e l’Auditorium e il Centro Espositivo situati all’interno del Rhike Park di Tblisi.
“La mia architettura da dove nasce? – dice Fuksas -. È una domanda che mi sono posto a un certo punto della mia carriera, e la risposta mi è venuta dal cuore e dagli occhi: in gran parte dalla città di Roma, dalle sue stratificazioni, dalla compressione e dall’amplificazione degli spazi, tutte cose che ho cercato di portare anche in altri paesi e altre culture, insieme naturalmente alla follia meravigliosa delle opere realizzate in questa città”.
Questo è il “made in Italy” di Massimiliano Fuksas, l’architetto “italiano, di origini lituane e nonna tedesca” (ama puntualizzare) famoso nel mondo grazie al suo approccio innovativo espresso attraverso una sorprendente varietà di lavori, che spaziano da interventi urbani ad aeroporti, da musei e luoghi per la cultura a spazi per la musica, da centri congressi a uffici, da progetti di interni a collezioni di design.
“Non so – prosegue Fuksas – se l’architettura del nostro Paese di questi ultimi decenni sia mai riuscita a dare una vera impronta di italianità: quella che riconosco per esempio nelle eccellenze del cibo, nel design, nell’alta moda o negli oggetti di alta meccanica.
Certo per quanto riguarda la cultura degli spazi e degli edifici pubblici siamo allo stesso punto in cui stanno la politica, la letteratura e il cinema, ovvero in un panorama fatto perlopiù di emergenze, accanto ad eccezioni ed eccellenze. Ma non si può più vivere di eccezionalità, ci vorrebbe più capacità di sperimentare e di fare ricerca.
Per esempio i miei cinque progetti più importanti realizzati in Italia. Quello del Nuovo Polo della Fiera di Milano è stato un risultato impensato, costruito nei tempi e rispettando perfettamente il budget. Nessun problema anche per la realizzazione della sede operativa e del nuovo centro ricerche Ferrari a Maranello, un’opera ben tenuta in un contesto di grande rispetto per la creatività e le maestranze. Anche le Bolle di Nardini a Bassano del Grappa hanno rappresentato un’esperienza straordinaria grazie al rapporto creato tra architetto e cliente. E poi, con la nuova sede della Regione Piemonte a Torino e il Nuovo Centro congressi a Roma, problemi su problemi, anomalie iniziali che si sono protratte nel tempo…”.
“Il mio sogno? – conclude Massimiliano Fuksas – Lavorare non so dove, non so quando, non so per chi, per dare una nuova forma all’habitat e per pensare a una città sostenibile, dove ci sia un nuovo rapporto tra gli spazi che rispetti l’uomo, dove si possa cercare un po’ di felicità. La bellezza può essere anche l’infinita bruttezza, è dove l’uomo vive bene, vicino al proprio cuore e senza alcun genere di oppressione”.

 

STUDIO FUKSAS
ROMA
www.fuksas.com