La ceramica d’autore made in Italy sbarca in Europa

Set 13 • Costruire, Rubriche • 278 Views • Nessun commento su La ceramica d’autore made in Italy sbarca in Europa

DOPO STOCCOLMA, BOSA INAUGURA ALTRI DUE CORNER A MOSCA E A VALENCIA

 

Cittadella e Ragusa e ora Stoccolma, Mosca e Valencia. La geografia della ceramica artistica Bosa allarga i propri confini. Dopo l’apertura del primo negozio monomarca nella capitale svedese, la storica azienda trevigiana inaugura altri due corner nella metropoli russa e nella vivace città spagnola. Tre stili, un’unica idea a legarli, come spiega la direttrice artistica dell’azienda, Francesca Bosa. “Ogni periodo storico rivela uno spirito del tempo. Il nostro è caratterizzato da una ricerca del colore e del calore, ma i gusti variano da Paese a Paese. I russi, per esempio, amano le forme organiche, le materie preziose. Si orientano verso oggetti evocativi, emozionali. Gli svedesi, al contrario, prediligono il minimalismo, l’equilibrio tra razionalità ed eclettismo. Gli spagnoli, fanno scelte cromatiche più cariche e amano le forme eccessive. Naturalmente si tratta di tendenze, non stereotipi, ma le culture e le tradizioni locali hanno un’influenza sulla sensibilità estetica delle persone”. Il filo conduttore che unisce i tre punti vendita è l’origine dei prodotti… “L’idea guida è fare del punto vendita una sorta di spazio museale – spiega Francesca -. Un luogo dove si respiri l’atmosfera dell’atelier, l’energia che scorre in azienda, e si percepisca l’essenza delle creazioni esposte. Solo che, invece di ospitare il nostro pubblico internazionale a Borso del Grappa, siamo noi ad andargli incontro”. Francesca Bosa, che si occupa anche di design, lavora con la sorella Daniela, la madre e il padre nell’azienda fondata da quest’ultimo nel 1976… “In effetti siamo la classica impresa familiare veneta – afferma -. Questo significa che siamo lavoratori infaticabili, seri e solidi. Che abbiamo il pallino dell’innovazione. Che siamo molto creativi e abbiamo ereditato da Marco Polo l’attitudine a esplorare”. E il riferimento non è solo all’allargamento degli orizzonti commerciali. Italo Bosa, infatti, oltre a una tecnica sopraffina, ha il “fuoco dell’innovazione e il senso della sfida. Così, dopo una ventina d’anni trascorsi a produrre ceramiche più classiche, sperimenta nel 1986 il progetto di design con Marco Zanuso Jr. e dal 1997 cambia rotta, anzi missione con l’intuizione di creare un prodotto dal linguaggio internazionale che interpreti il gusto e le esigenze del vivere di oggi. “Papà, che è un vero ricercatore, ma anche un sognatore: ha trasformato le consuetudini formali e funzionali in nuove interpretazioni, in mondi fantastici – afferma Francesca -. Oggi, se c’è qualcosa che distingue Bosa nell’ambito della ceramica di design in Italia e nel mondo è proprio la capacità di realizzare progetti quasi impossibili per la complessità degli stampi e le dimensioni over”. Ad accompagnare Italo Bosa nell’esplorazione dei suoi “gioiosi universi”, designer, italiani e stranieri, scelti privilegiando l’idea e il progetto al nome. Così sono nati sodalizi artistici con Marco Zanuso Jr. e lo studio Palomba-Serafini, le relazioni professionali con Satyendra Pakhalé, Patricia Urquiola, Marco Morosini, Manolo Bossi, Gualtiero Sacchi, Sam Baron, Luca Nichetto, Nika Zupanc, Elena Salmistraro e un particolare feeling con Jaime Hayon, solo per citarne alcuni dei circa 50 designer che hanno e continuano a disegnare per Bosa. “Il mondo del design oggi è molto affollato. La selezione del progetto è da sempre la nostra priorità. Noi cerchiamo l’originalità dell’idea, il concept ai limiti della realizzabilità e proprio per questo inimitabile o, quanto meno, difficile da copiare. Ogni opera – prosegue Francesca Bosa – dev’essere un segno della nostra identità. Per questo scegliamo designer che sappiano, prima di tutto, interpretarci e dare forma e materia al nostro mondo delle idee”. Oltre ai designer, le collaborazioni con brand di grande prestigio… “Vantiamo molte collaborazioni con aziende leader come Minotti, Moroso, B&B Italia, Escada, De Beers, Baccarat e Ferrari, di cui, ovviamente, siamo molto orgogliosi”. Insomma il trionfo del made in Italy inteso come la capacità inimitabile di trasformare il lusso in cibo per l’anima.

 

BOSA

BASSANO DEL GRAPPA (VI)

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